Cos'è l'iperammortamento e quali sono le novità del 2026?
L’iperammortamento rimane uno degli strumenti più rilevanti a disposizione delle imprese per sostenere gli investimenti in tecnologie avanzate.
Nel 2026 l’iperammortamento è stato definitivamente sostituito dal nuovo schema di incentivi 4.0, ma molti dei suoi principi continuano a vivere nei crediti d’imposta per beni strumentali. Le imprese devono quindi conoscere bene cosa cambia, quali aliquote si applicano e come pianificare gli investimenti.
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Le domande frequenti
Sull’iperammortamento e sulle novità del 2026 le persone cercano approfondimenti sull’argomento partendo il più delle volte con domande come le seguenti:
- Cos'è l'iperammortamento?
- Come funziona il nuovo iperammortamento 2026?
- Cosa significa "iperammortamento al 180%"?
- Qual è la differenza tra iperammortamento e superammortamento?
Cos’era l’iperammortamento e perché è stato sostituito
L’iperammortamento è stato uno dei principali incentivi del Piano Industria 4.0, introdotto per favorire l’acquisto di beni strumentali ad alto contenuto tecnologico. Permetteva di maggiorare il costo fiscalmente deducibile dei beni fino al 270%, riducendo in modo significativo il carico fiscale delle imprese.
Dal 2020 in poi, il sistema è stato progressivamente sostituito dai crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali, più flessibili e compatibili con le normative europee sugli aiuti di Stato. Nel 2026, l’iperammortamento non è più attivo, ma molti dei suoi principi sono confluiti nei nuovi incentivi.
Le novità 2026: cosa cambia davvero
Il 2026 segna un ulteriore passo verso un sistema di incentivi più semplice e orientato alla transizione digitale ed energetica. Le principali novità riguardano:
- Rimodulazione delle aliquote dei crediti d’imposta per beni materiali e immateriali 4.0.
- Maggiore attenzione alla cybersecurity, ora requisito fondamentale per accedere alle aliquote più alte.
- Nuovi obblighi documentali, con perizie più dettagliate e verifiche più stringenti sui requisiti di interconnessione.
- Incentivi cumulabili con strumenti regionali e con i fondi europei per la transizione digitale.
Il nuovo sistema non parla più di “iperammortamento”, ma di fatto ne mantiene la logica: premiare chi investe in tecnologie avanzate e interconnesse.
Quali beni sono agevolabili oggi
I beni che rientravano nell’iperammortamento sono oggi coperti dai crediti d’imposta 4.0. Per essere agevolabili, devono rispettare requisiti tecnici precisi, tra cui:
- Capacità di interconnessione ai sistemi informatici aziendali.
- Presenza di sensori, sistemi di controllo e diagnostica.
- Funzionalità orientate alla manifattura digitale, alla raccolta dati e all’automazione.
Tra i beni più frequentemente agevolati troviamo:
- Macchinari CNC, robot collaborativi, sistemi di automazione.
- Software MES, ERP, SCADA, piattaforme di analisi dati.
- Sistemi di monitoraggio energetico e dispositivi IoT industriali.
Come ottenere l’agevolazione: documenti e perizie
Per accedere agli incentivi 2026, l’impresa deve predisporre una documentazione tecnica completa. Gli elementi fondamentali sono:
- Perizia tecnica asseverata per beni di valore superiore alla soglia prevista.
- Dichiarazione del legale rappresentante per beni di valore inferiore.
- Analisi dei requisiti 4.0, con verifica dell’interconnessione.
- Documentazione amministrativa relativa all’investimento, come ordini, fatture, pagamenti.
La perizia assume un ruolo ancora più centrale nel 2026, poiché deve attestare non solo la conformità tecnica, ma anche la sicurezza informatica del sistema.
In conclusione
L’iperammortamento non esiste più, ma il suo spirito continua a vivere nei nuovi incentivi 4.0 del 2026. Per sfruttarli al meglio è fondamentale conoscere requisiti, aliquote e procedure tecniche.
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